lunedì 9 agosto 2010

La Saga dei m.si "de Natale Sifola Galiani" capuani di Casapulla

Di famiglie nobili italiane appartenute agli Antichi Stati che componevano l'Italia prima dell'Unità e che non sono comprese nel Libro d'oro della Nobiltà Italiana ve ne sono moltissime, alcune delle quali con lignaggio superiore alla maggioranza di quelle citate in detto libro. Il Libro annovera personaggi emeriti che si sono distinti nella cultura, nell'arte, nella vita civile o famiglie  che ne hanno fatto richiesta. Però è carente delle informazioni storico-genealogiche di molte altri personaggi e famiglie che nei secoli scorsi hanno contribuito a fare grande la nostra nazione sia dal punto di vista artistico-culturale che storico.
Una di queste famiglie che non è segnalata da alcun araldista moderno e che invece è menzionata nei libri dei Titolati della nobiltà Napoletana, la quale nobiltà ha contribuito ha fornire un numero di menti illustri di gran lunga superiori ad ogni altro Stato della vecchia Italia, è quella dei marchesi "de Natale Sifola Galiani". Questa famiglia, il cui cognome antichissimo per linea maschile era "Natalis" poi volgarizzato in "de Natale", da tempi remoti aveva stabilito le sue case nel pago dove sorgeva il Tempio di Apollo  situato in prossimità del fiume Volturnum e dell'antichissima città di Capua. Il pago indicato come Casa di Apollo, successivamente fu chiamato Casapullo e poi Casapulla.
Si hanno notizie della gens "Natalis" già dai tempi della Repubblica, successivamente dell'Impero di Roma e del tardo Impero.
Cornelio Tacito negli Annali (A.D. 66 XV.50, 54.56-56,71) cita il cavaliere Antonius Natalis tra coloro che   parteciparono alla congiura di Pisone contro l'Imperatore Nerone.
Nel cimitero di Pisa è conservato il sarcofago del console Caius Bellicus Natalis Tebanianus. E' il più antico sarcofago romano databile con esattezza. Risale all'inizio del II secolo. L'iscrizione del sarcofago (CIL XL.1430=ILS 1009) ci informa che appartenne al su detto, console nell' 87 e morto intorno al 110. Altra gens Natalis la troviamo sulle rive del Volturnum, in connessione con la tribù Pomptina in un'iscrizione gozitana, situata nell'isola di Malta, che su base paleografica sembrerebbe databile al III sec.d.C., incisa su un plinto marmoreo del seguente tenore: ....Per valore di Marcius Marcianus , dedicata all'amico optimo et karissimo di nome L. Cestius L. f. Pompt(ina) Gallus Varesianus Lutatius Natalis Aemilianus definito patronus municipi. Questo personaggio fu parente stretto di L. Cestius Gallus Cerrinius Iustus Lu(t)atius Natalis, praefectus aerari Saturni sotto Marco Aurelio, documentato da un'iscrizione di Volturnum che lo onora come patronus coloniae. L'epigrafe, indica che il patronus di Volturnum fu legatus Augustorum duorum legionis XX Valeriae, victricis di stanza in Britannia per sorvegliare il Vallo di Antonino. Il patronus gozitano ebbe probabilmente legami anche con un altro personaggio della stessa Gens, L. Cestius Gallus ricordato da un'epigrafe del foro di Thamugadi della prima metà del II sec.d.C. .
L'onomastica dei personaggi ha in comune, oltre al gentilizio ed al primo cognomen anche il cognomen Natalis ed il nomen Lutatius inserito fra i cognomina. Il nome del generoso benefattore che fece erigere nel I-II sec.d.C. un tempio di Apollo a Malta è perduto, ma viene definito,come si è detto sopra, primus del municipium maltese ((Cil.10,2,7495=ILS 5415,II,.1 e 6 e 7, Asb. 1915).
Un'altra epigrafe probabilmente coeva alla precedente ricorda la costruzione di un tempio marmoreo con una statua: in questo caso non si legge il nome della divinità (forse era lo stesso Apollo) poiché l'iscrizione proviene dal medesimo luogo di Mdina in cui fu rinvenuta l'epigrafe relativa al restauro del suddetto tempio, ma quello dell'evergete, (ICl) audino Iustus, patronus del Municipium il quale presumibilmente spese una somma più alta di quella promessa.
In Spagna a Sagunto nel paese di Valencià si trova altra iscrizione romana:
/.../nius.Orie/ns/
/an(norum)/LI.Natal(lis)/
/viro? e/t si/bi/
riportata da Josep Correll.
Nell'archivio diocesano di Capua, esistono le "PERGAMENE SVEVE DELLA MATER ECCLESIA CAPUANA 1259-1265" in cui si fa riferimento a questa nobile famiglia "Natalis" detta anche "de Natalibus" di Casapulla. Tracce di detta famiglia esitono ancora in Casapulla e sono: la chiesa della SS.Concezione di Nostra Donna che fu edificata dal nobile Alicordio de Natale quale sepoltura per sé  e per i propri eredi, l'altare dedicato alla Madonna della Pietà, nell' antica chiesa parrocchiale di S.Elpidio Vescovo, voluto dal m.se Bernardo de Natale Sifola Galiani, l'antichissimo palazzo di proprietà oggi della famiglia Santoro originaria di San Nicola la Strada ed altri palazzi passati ad altri acquirenti.
Questa famiglia per linee femminili vanta ascendenze dei nobili Buonpane, Romano Colonna m.si di Altavilla sul Silente, Marzano di Sessa Aurunca e Squillace, de la Rath conti di Caserta, Sifola signori di Trani, Galiani della famiglia del Cappellano Maggiore del Regno di Napoli: Celestino, e dell'abate Ferdinando Galiani, Chiaromonte, Anicia (Repubblica ed Impero Romano) e tante altre.
Questa è la storia di una delle tante famiglie non inserite in alcun Albo d'Oro.

Ferdinando de Natale Sifola Galiani